Curriculum del prof. Sante Graciotti

 

Sante Graciotti (Osimo 1923) ha frequentato l’Università Cattolica di Milano, dove ha seguito anche corsi di paleografia, archivistica e diplomatica presso l’Archivio di Stato, conseguendo il relativo diploma nel 1952. Nel 1953 si è laureato in Lettere e Filosofia (indirizzo moderno). I risultati del suo curriculum studentesco e dei suoi primi lavori di ricerca indussero le autorità universitarie della Cattolica (il rettore, Padre Agostino Gemelli, e il preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Ezio Franceschini) ad affidare al neolaureato il compito di dedicarsi allo studio delle lingue, letterature e culture slave, per attivare questo ambito disciplinare anche presso l’Università Cattolica. Per preparare a tale compito il neolaureato il Rettore lo affidò al ‘padre’ della slavistica italiana, Giovanni Maver. Sotto la guida di Maver Graciotti seguì dal 1954 il corso di perfezionamento in Filologia moderna, specializzazione in Filologia Slava, presso l’Università di Roma, conseguendone il diploma nel 1957. Già nel 1955, ottenuta una borsa di studio dal Ministero degli esteri, partì per la Jugoslavia, con destinazione Zagabria, per preparare la tesi di perfezionamento. L’anno seguente la borsa gli fu confermata dall’Italia, ma non riconosciuta dalla Jugoslavia, per tale ragione Maver lo indirizzò verso la Polonia. Ottenuto il diploma di perfezionamento, Graciotti poté soggiornare, grazie ad una nuova borsa di studio, in Polonia un intero anno (tra il 1958 e il 1959) e poi di nuovo sei mesi (1960).

Nel 1961 Graciotti ottenne la libera docenza in Filologia slava e, nello stesso anno, fu chiamato a ricoprire “per incarico” la cattedra di questa disciplina presso l’Università Cattolica di Milano. Vincitore alla fine del 1964 della stessa cattedra, in seguito a concorso a professore “di ruolo”, ne assunse l’insegnamento come professore straordinario il 1° gennaio del 1965, e divenne – tre anni dopo – professore ordinario. Negli anni successivi fece istituire il lettorato di lingua russa (poi trasformato in incarico) e quelli di lingua polacca e serbocroata. Nella sua Alma mater curò la formazione di una biblioteca slavistica.

Nel 1972 si è trasferito all’Università degli Studi di Roma sulla stessa Cattedra di Filologia slava. In precedenza, tra il 1969 e il 1971, Graciotti assunse alcune responsabilità in campo slavistico nazionale e internazionale. Nel 1969 fondò con altri colleghi, sollecitati da lui come ultimo superstite della dirigenza della vecchia Associazione Italiana di Filologia Slava, la Associazione Italiana degli Slavisti (AIS), di cui divenne anche il primo presidente. Nello stesso anno fu chiamato a far parte del Comitato Internazionale degli Slavisti (MKS) in rappresentanza dell’Italia e in tale Comitato, anche come uno dei suoi vice-presidenti e infine come membro onorario, è presente fino ad oggi. Sempre nel 1969 è entrato a far parte del comitato di redazione di “Ricerche slavistiche” e dopo alcuni anni ne è diventato condirettore e subito dopo direttore, mantenendo il compito fino ad oggi.

Nel 1978, con la costituzione sotto l’egida dell’Unesco dell’Associazione Internazionale per lo Studio e la Diffusione delle Culture Slave (MAIRSK), ne venne eletto Vice-Presidente, oltre che presidente del relativo Comitato italiano, e tale è restato fino a che, con la caduta del muro di Berlino, anche il MAIRSK ha finito di funzionare.

Ha avuto posti di responsabilità per un certo tempo anche nella sezione italiana dell’Association d’Études du Sud-Est Européen, come segretario generale dal 1980, e dal 1987 come vice-presidente.

Nel 1963 ha iniziato la sua collaborazione, durata quarant’anni, con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, dove tra gli anni ’80 e gli anni ’90 ha ricoperto le funzioni prima di vice-direttore e poi, dal 1993, di condirettore (con responsabilità del settore Europa) dell’Istituto Venezia e l’Oriente. Presso questa istituzione ha svolto una grande attività di convegni e di incontri di studio – testimoniati da oltre una trentina di volumi, che ne raccolgono gli atti – con Unione Sovietica, Polonia, Ungheria, Jugoslavia, in tempi più recenti anche con Boemia, Croazia, Ucraina, Bielorussia.

Ha promosso incontri internazionali di studio e di lavoro organizzativo anche come membro dell’Accademia dei Lincei e come direttore, per una quindicina d’anni, dell’Istituto di Slavistica, poi Dipartimento di Studi Slavi e dell’Europa centro-orientale (DISSEUCO), della “Sapienza”, oltre che come impegnato in posti di responsabilità nell’AIS, nell’MKS, nel MAIRSK. Da non dimenticare la sua collaborazione con istituti di ricerca italiani e stranieri. Di notevole impegno è stata infine, a cavallo dei due millenni (fino al 2008), l’attività da lui svolta come presidente della Società Dalmata di Storia Patria.

È stato chiamato a far parte delle seguenti Accademie Nazionali: Accademia Nazionale dei Lincei (Socio corrispondente dal 1984, Nazionale dal 1993), Accademia polacca delle Arti (1990), Accademia Polacca delle Scienze (1991), Accademia Ucraina delle Scienze (1993), Accademia Croata delle Scienze e delle Arti (1997), oltre che di altre accademie e istituzioni nazionali, come l’Accademia Marchigiana (Ancona), l’Accademia A. Mickiewicz (Bologna), la Società Letteraria A. Mickiewicz (Varsavia, socio onorario), la Società scientifica di Breslavia (socio ordinario).

Ha ottenuto i seguenti dottorati honoris causa: Università di Tărnovo (1981), Università di Cracovia (1987), Università di Breslavia (1989), Università di Varsavia. Ha inoltre ricevuto numerosi altri riconoscimenti scientifici, come la decorazione d’onore “per grandi meriti” dell’Accademia bulgara delle Scienze (1984), il diploma d’onore della Société européenne de culture (1992), la medaglia d’oro dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca (1998) e il premio Vatroslav Jagić della Società filologica croata (1999).

 

 
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